Regole di base
Nodi
Il nodo è l’unità con cui si misura la velocità delle barche e corrisponde alla velocità di un miglio nautico (1852 metri) all’ora: un nodo corrisponde quindi a 1,852 chilometri orari, quindi 10 nodi sono circa 18 chilometri orari e mezzo. Quando c’è molto vento, le AC75 possono arrivare a 55 nodi, cioè oltre i 100 chilometri orari. Il simbolo del nodo è kn: durante le regate spesso la grafica televisiva mostra la velocità delle due imbarcazioni in tempo reale. Il nome “nodo” ha origini antiche e deriva dal fatto che un tempo per misurare la velocità delle navi si faceva scorrere dal ponte, giù nell’acqua, una corda con dei nodi alla stessa distanza l’uno dall’altro, per un determinato lasso di tempo. E poi si contavano i nodi affondati.
Match race, boundary, cancelli
Il match race è il tipo di regata che si svolge alla Louis Vuitton Cup e alla Coppa America, in cui gareggiano solamente due imbarcazioni: un testa a testa nel quale la strategia e la tattica sono fondamentali, perché spesso la gara si sviluppa proprio sul controllo dell’avversario, più che sull’andare il più velocemente possibile. Una regata della Louis Vuitton Cup è divisa in sei o otto leg: le barche devono completare tre andate e tre ritorni (o quattro e quattro) del campo gara, o campo di regata, un’area rettangolare delimitata da confini, i cosiddetti boundary, dai quali se si esce si subisce una penalità (ci torniamo).
Per completare ogni leg, le barche devono percorrere il lato lungo del campo gara, passando alla fine per i cancelli, cioè in mezzo a due boe: possono scegliere di volta in volta se girare intorno a quella di destra o a quella di sinistra. Il percorso di una leg è compreso tra 1,7 e 2,2 miglia nautiche, a seconda delle condizioni (3,1 e 4 chilometri circa).
Il campo di regata è orientato in modo che da un lato le imbarcazioni prendano il vento in poppa, dall’altro lo prendano di bolina (cioè sostanzialmente con un’inclinazione che, seppur contraria al verso del vento, permette di essere veloci risalendo il vento: torniamo anche su questo). La direzione del vento fa sì che si acquisti più velocità muovendosi in diagonale e non parallelamente ai boundary, perciò le AC75 volano verso i boundary, poi virano e volano dall’altra parte cercando di prendere il vento nella maniera più efficace possibile.
Prima dell’inizio ufficiale della regata le due barche sono già in acqua e devono cominciare a volare per avere un vantaggio sull’avversario. C’è un conto alla rovescia di dieci minuti al termine del quale inizia la regata vera e propria (che può durare al massimo 45 minuti: se le barche non arrivano in tempo, viene annullata). Quando il conto alla rovescia arriva a zero, le imbarcazioni devono passare per la linea di partenza, cercando di arrivarci con perfetto tempismo, quindi in vantaggio rispetto all’avversario ma non in anticipo, che comporterebbe una penalità.
Poppa, prua, bolina
Come detto nella regata le imbarcazioni percorrono il campo alternando un tratto di poppa e uno di bolina. La poppa è la parte posteriore della barca, quella anteriore si chiama prua. Avere il vento in poppa vuol dire quindi avercelo alle spalle, e come dice anche il proverbio è la situazione ideale. La bolina è invece l’andatura attraverso cui si risale il vento: andare a vela controvento è impossibile, ma se la rotta costringe a farlo si procede a zig-zag, con un angolo tra la direzione del vento e la traiettoria dell’imbarcazione compreso tra 37 gradi e 60 gradi (più si avvicina a 37, più la bolina viene definita stretta).
Un altro tipo di andatura è quella di traverso, in cui il vento arriva quasi perpendicolare al lato della barca. Nel campo di regata, le boe di poppa sono le due sistemate nel cancello da cui si parte, mentre quelle al lato opposto si chiamano boe di bolina.
Mure, incroci, penalità
Se poppa e prua indicano punti fissi, le mure sono relative e indicano da che lato della barca batte il vento. Quando la barca naviga mure a dritta, vuol dire che sta esponendo al vento il lato destro (e ha quindi le vele orientate alla sinistra dell’asse longitudinale della barca), mentre mure a sinistra vuol dire che il vento soffia verso il lato sinistro (e le vele sono orientate alla destra dell’asse longitudinale della barca). Le mure sono importanti anche per quanto riguarda il diritto di precedenza durante gli incroci, sia quando si naviga normalmente in mare, sia durante le regate, quando gli incroci sono molto frequenti e spesso avvengono a velocità sostenute e a distanze ravvicinate.
Nel match race, quando due barche navigano su mure diverse, quindi una sta veleggiando col vento a sinistra e l’altra col vento a destra, ha diritto di precedenza a un incrocio la barca che naviga mure a dritta. Lo stesso avviene quando si arriva alle boe, motivo per cui si cerca di arrivare alle boe o con un buon vantaggio, oppure con le mure a dritta, in modo da avere la precedenza e poter scegliere in quale delle due boe fare la virata o la strambata (sì, arriviamo anche lì).
Quando non si rispetta la precedenza, ma anche se durante un incrocio i giudici di gara valutano che la barca che passa per seconda sia passata troppo vicina all’altra, si prende una penalità: l’imbarcazione penalizzata deve rallentare in modo da perdere 75 metri sul percorso. Le penalità vengono date quindi quando le due barche sono troppo vicine, oppure se vengono oltrepassati i boundary, o in altre situazioni in cui il regolamento viene violato, anche nei minuti prima della partenza.
Randa, fiocco
La randa e il fiocco sono due tipi di vela. Semplificando, la randa è la vela issata sull’albero principale, quasi al centro dell’imbarcazione, mentre il fiocco è una vela più piccola issata sulla prua della barca. L’AC75 di Luna Rossa ha un albero principale alto 26,5 metri sul quale sono issate due rande gemelle, cioè due vele issate parallelamente; contando il fiocco, la superficie totale delle vele arriva a circa 220 metri quadri.
Le vele sono costituite principalmente in carbonio e dyneema, una fibra sintetica con cui si fanno i cavi da trazione, e in generale ci sono moltissimi accorgimenti per minimizzare qualsiasi interferenza e resistenza, rendendole il più possibile efficienti e facili da manovrare. Spesso si sente associare ai nomi delle vele i verbi cazzare e lascare. Il primo significa tirare, tendere: cazzare la randa vuol dire quindi rendere la vela principale più tesa, piatta, mentre lascarla vuol dire distenderla, quindi renderla più morbida, panciuta.
Timoniere, trimmer
Oggi nelle AC75 l’equipaggio a bordo è composto da otto persone (nella scorsa Coppa America erano undici): due timonieri, due trimmer disposti in maniera speculare sui due lati della barca, con un timoniere, un trimmer per ogni lato. Il compito principale del timoniere è manovrare la barca, decidendo quindi la velocità, la direzione e l’andatura da impartire. I ruoli sono sdoppiati perché sulle AC75 non ci si può muovere da un lato all’altro, le posizioni sono fisse e quindi servono due timonieri che si alternano nel controllare la barca (comanda quello dal lato delle mure, quindi quando si hanno le mure a sinistra, comanda il timoniere di sinistra, perché ha una visuale migliore).
Ogni imbarcazione che partecipa alla Louis Vuitton Cup ha un equipaggio di riserva: in tutto le squadre hanno 16 componenti.
I trimmer sono invece gli addetti alle vele e agli hydrofoil: seguendo i comandi dei timonieri, regolano le vele e alzano o abbassano i foil in modo da consentire alla barca di muoversi in una determinata direzione. La randa in particolare è collegata a un carrello a poppa che scorrendo muove la vela.
Strambare, virare, orzare, poggiare, scuffiare.
In mare le direzioni sono sempre relative alle direzioni del vento: la barca non va cioè avanti o indietro, ma ci sono termini specifici che mettono in relazione il movimento della barca con il vento. Per cambiare direzione una barca può eseguire una virata o una strambata: la virata avviene quando si cambia passando da mure a sinistra a mure a dritta, o viceversa, “attraversando” il vento con la prua, cioè muovendo la prua verso il punto da cui soffia il vento (in gergo, questa azione è detta orzare). Tendenzialmente si esegue una virata quando si va di bolina. Invece la strambata avviene quando si cambia direzione “attraversando” il vento con la poppa, sempre con lo scopo di cambiare mure.
Spesso durante una regata si sente parlare anche di poggiata e poggiare: significa allontanare la prua della barca dalla direzione da cui tira il vento, quindi è il contrario di orzare. Un verbo che invece gli equipaggi non vorrebbero mai sentire è scuffiare, perché significa ribaltarsi: la scuffia avviene cioè quando la barca si capovolge.
La tecnologia dei foil
Le barche AC75 rappresentano una vera rivoluzione nel mondo della vela da competizione, soprattutto grazie all'innovativo sistema di foil.
Questi potenti idroplani, simili ad ali subacquee, sono progettati per sollevare lo scafo completamente fuori dall'acqua a velocità elevate. Il funzionamento è ingegnoso: quando la barca accelera, il flusso d'acqua sulle superfici dei foil genera una forza verso l'alto (portanza). Una volta che questa forza supera il peso della barca, lo scafo si libra sull'acqua, riducendo drasticamente l'attrito idrodinamico.
Ciò significa minor resistenza e, di conseguenza, velocità molto maggiori rispetto alle imbarcazioni tradizionali. I foil delle AC75 sono anche sofisticati sistemi idraulici, capaci di inclinarsi, estendersi o retrarsi, permettendo di regolare l'assetto, la stabilità e la stabilità laterale della barca, adattandosi alle diverse condizioni del vento e del mare. Questa capacità di controllo dei foil è fondamentale per le manovre, le virate e per mantenere la massima performance durante l'intera regata, trasformando la navigazione in uno spettacolo di tecnologia e abilità aerea sull'acqua.

